Poniamo l’attenzione sull’immigrazione

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

Poniamo l’attenzione sull’immigrazione

Ora più che mai è fondamentale focalizzare l’attenzione sulla questione dell’immigrazione. Immigrazione che interessa anche il territorio dei Balcani e che rappresenta un elemento di forte instabilità per la regione.

I dati relativi al 2021 non sono ancora definitivi, ma indicano un ulteriore calo demografico, che già da alcuni decenni interessa la zona che va dalla Repubblica Macedone del nord all’estremo settentrione dell’Europa Balcanica.

Questo processo di forte spostamento ha portato anche ad una grande difficoltà nell’analizzare i censimenti e nel trarne dati precisi e corretti, visto anche il grande mix di nazionalità presenti nei territori di partenza e in quelli di arrivo. Inoltre, va sottolineato che in alcuni Paesi è più facile ottenere la cittadinanza del Paese vicino per facilitare gli spostamenti e questo non aiuta ad avere un quadro esatto di quello che avviene a livello demografico.

Tutti questi spostamenti, che siano i giovani in cerca di una crescita professionale o più opportunità o le famiglie in cerca di una vita più dignitosa, stanno causando un calo demografico e un danno economico irreparabile.

E, come in un circolo vizioso, per molte persone la soluzione migliore resta quella di lasciare il proprio Paese per salvarsi. Questo quadro drammatico sembra restare invisibile all’Unione Europea, ma la vista diventerà più chiara quando ci saranno delle ricadute e delle ripercussioni ancora più pesanti?

Questo argomento è stato trattato anche in un’interessante puntata del podcast “Il mondo alla radio”, in onda su Vatican News e condotto da Stefano Leszczynski, tra i vari ospiti è intervenuto anche Silvio Ziliotto, che abbiamo di recente intervistato sul suo libro “Diario da Sarajevo”. Questo episodio ha voluto focalizzare l’attenzione sul processo di emigrazione che interessa il territorio dei Balcani e che rappresenta un elemento di instabilità per la regione.

A tal proposito Silvio Ziliotto, membro della presidenza Acli milanesi con delega alle relazioni internazionali, ha fatto riferimento al territorio della Ex Jugoslavia: “per quanto riguarda, ad esempio, la Ex Jugoslavia si può usufruire di una nazionalità come quella Slovena o quella Croata che permettono di avere accesso all’Unione Europea come cittadino europeo a tutti gli effetti, mentre con altre nazionalità di quest’area non si viene considerati cittadini europei. A tutto questo si aggiungono le varie difficoltà dei processi di entrata da chi proviene dai Paesi della Ex Jugoslavia, e la difficoltà di localizzazione, sul territorio di ricezione, delle famiglie che si spostano, perché molto spesso riescono ad inserirsi molto bene. Alcuni esempi, prendendo in considerazione l’Italia, sono la comunità bosniaca, quella croata o quella macedone, che si sono integrate molto bene nella realtà locale e quindi rendono più difficile la raccolta e l’analisi chiara dei dati”.

Riflettere e trovare delle soluzioni, che siano reali e umane, è diventato tanto fondamentale quanto smettere di addolcire la pillola e far finta che non sia drammaticamente urgente la situazione.

 

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