Estate di studio e di raccolto: le ragazze di Santa Teresita ci scrivono dal Perù
A Cuzco, in Perù, la Casa per studentesse Santa Teresita ospita ragazze provenienti da famiglie contadine delle zone rurali che, senza un alloggio accessibile e un supporto concreto, non potrebbero permettersi di studiare in città. Iscos Lombardia sostiene questo progetto da anni, convinta che l’accesso all’istruzione superiore sia una delle leve più efficaci per costruire un futuro dignitoso, soprattutto per chi parte da condizioni di svantaggio.
Studiare in Perù: un privilegio, non un diritto
I numeri raccontano un contesto di disuguaglianze profonde e strutturali. Al 2020, solo 2 giovani su 10 frequentavano l’università in Perù. Ma questa media nasconde divari enormi: il tasso di iscrizione universitaria nelle aree urbane è del 50,6%, contro il 29,9% delle aree rurali. E per chi viene da una famiglia povera, le probabilità si abbassano ulteriormente: solo 1 giovane su 10 in condizioni di estrema povertà riesce ad accedere all’istruzione superiore.
A questo si aggiunge il divario di genere. Secondo l’INEI (2022), nelle zone rurali un uomo ha il 55% in più di probabilità di completare gli studi superiori rispetto a una donna. E a livello nazionale, la probabilità di finire la scuola secondaria è già quasi il 50% più alta per i maschi che per le femmine nelle aree rurali.
C’è poi un fattore che riguarda direttamente le ragazze di Santa Teresita: la lingua. Il quechua è parlato dal 24% della popolazione peruviana, ma gli studenti di lingua madre indigena rappresentano appena il 6,1% degli iscritti universitari.
A tutto questo si aggiunge la barriera economica. Studiare in un’università privata può costare tra 800 e 4.800 soles al mese (tra 200 e 1.200 euro). Le università pubbliche sono gratuite, ma selettivissime: la media nazionale di ammessi rispetto ai candidati è solo del 21-24%. Chi non passa, o non può permettersi di riprovare, si ritrova senza opzioni.
È esattamente questa distanza che Santa Teresita prova a colmare.
L’estate delle ragazze
Pochi giorni fa abbiamo ricevuto una lettera da Cuzco. A scriverci è Dumi, che segue le ragazze della Casa.

Flor e Alicia, che studiano infermeria, trascorreranno un mese di tirocinio in un ospedale a tre ore da Cuzco, una struttura che assiste soprattutto anziani lasciati soli. Un’esperienza che, come scrive Dumi, le aiuterà a capire concretamente cosa significa lavorare come infermiera, assistere gli altri.
Tula, che studia ostetricia in un’università privata con costi molto alti, andrà invece ad Arequipa, a nove ore di viaggio, per lavorare un mese in una sartoria e guadagnare qualcosa per le proprie rette universitarie. Una scelta necessaria, non una pausa.
Le altre ragazze torneranno per qualche settimana dalle loro famiglie, per aiutare con il raccolto. Giugno e luglio sono i mesi del mais, delle fave, delle patate. “Dalla raccolta dipende l’anno”, scrive Dumi e tutta la terra viene lavorata a mano.
Il primo agosto ricomincerà il secondo semestre, e tutte saranno di ritorno a Cuzco.
Un momento delicato
La lettera di Dumi è arrivata pochi giorni prima delle elezioni presidenziali del 7 giugno, il ballottaggio tra il candidato di sinistra Roberto Sánchez e la leader conservatrice Keiko Fujimori. “È sempre un momento delicato, confuso, qualche volta anche violento”, scriveva. E il risultato le ha dato ragione sulla delicatezza: meno di 3.000 voti separano i due candidati, con oltre 1.500 verbali già contestati e la proclamazione ufficiale attesa non prima di metà luglio. Un paese che, come scrive Dumi, spera che “questa volta possa andare tutto bene”.
Perché questo conta
Le storie di Flor, Alicia, Tula e delle altre ragazze di Santa Teresita non sono storie di emergenza. Sono storie di percorsi ordinari che diventano possibili grazie a un sostegno concreto: un posto dove dormire, una retta coperta, qualcuno che c’è.
Con il tuo 5×1000 a Iscos Lombardia contribuisci a tenere aperta questa possibilità. Codice fiscale: 94565520155
La lettera di Dumi
Te la lasciamo leggere per intero.