Spagna – Italia: finaliste nel calcio, maglie nere in cooperazione

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

Spagna – Italia: finaliste nel calcio, maglie nere in cooperazione

 La crisi economica che sta mettendo in difficoltà l’Europa è particolarmente forte in Spagna e Italia, i due Paesi che sono arrivati in finale agli Europei di calcio. La crisi probabilmente non ha influito sul calcio, ma purtroppo ha avuto una pesante ricaduta sugli aiuti internazionali alla cooperazione internazionale allo sviluppo.
 

 

Secondo AidWatch nel rapporto “Aid We Can: aumentare gli investimenti nello sviluppo globale”, redatto da CONCORD, la confederazione europea delle ONG, la Spagna conclude il 2011 con lo scenario peggiore d’Europa per quanto riguarda gli aiuti alla cooperazione internazionale allo sviluppo e l’Italia non è certo migliore.

 

Il governo spagnolo si è impegnato all’inizio del 2011 al raggiungimento dello 0,43% sul PIL, ma ha concluso l’anno con lo 0,29%. La Spagna è quindi completamente “fuori rotta” verso il raggiungimento dello 0,70% fissato per il 2015, obiettivo concordato con la Commissione Europea.

La Spagna viene eletta campione d’Europa nel calcio, ma “maglia nera” in cooperazione in quanto ha effettuato i tagli più pesanti agli aiuti: si passa da 4.171.000.000 nel 2010 a 2.857.520.000 nel 2011.

 

I primi dieci Paesi che ricevono aiuti dalla Spagna sono: Perù, Palestina, Bolivia, El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Ecuador, Colombia, Marocco, Mozambico. Questo mostra chiaramente come il focus spagnolo sia sui Paesi dell’America Latina il 48%, seguita da Africa 35% e Asia 16%.

 

Inoltre è necessario sottolineare come il “fallimento” spagnolo, per quanto riguarda gli aiuti, non è rappresentato solo dalla forte riduzione degli aiuti e dal mancato raggiungimento degli obiettivi, ma l’ammontare degli aiuti è solo una faccia della medaglia. Un altro problema significativo oggi sembra essere la maniera in cui questi soldi vengono spesi: dello 0,29% dedicato agli aiuti nel 2011 solo lo 0,25 % sono gli aiuti effettivi, il resto sono “aiuti gonfiati”. Per “aiuti gonfiati” si intende che alla voce “cooperazione internazionale allo sviluppo” vengono implicitamente considerate anche le seguenti voci: fondi stanziati per i rifugiati, i costi per gli studenti che scelgono di studiare in un Paese straniero, la cancellazione del debito, gli aiuti parzialmente vincolati e i rimborsi.

 

Proprio a questo proposito l’Italia detiene la “maglia nera” con il 30% di aiuti gonfiati dai fondi stanziati per i rifugiati che sono esplosi nel 2011 con la Primavera Araba e il 36% per la cancellazione del debito. Stando ai dati, per quanto riguarda l’ammontare degli aiuti, l’Italia appare migliorata dal 2010 passando dallo 0,15% allo 0,19%. Anche se ci si chiede come sia possibile questo incremento se durante il governo Berlusconi gli aiuti alla cooperazione sono stati nettamente tagliati passando da 700.000.000 nel 2008 a 90.000.000 nel 2011. Le ragioni, come accennavamo prima stanno negli “aiuti gonfiati” per cui aumentano gli aiuti, ma non sono aiuti effettivi alla cooperazione internazionale allo sviluppo, sotto quel numero rientrano anche altre spese.

 

Il 2011 per l’Italia è stato comunque un anno che non passerà inosservato infatti è iniziato con la peggior performance tra i membri DAC in aiuti e l’ha finito con la creazione del Ministero senza portafoglio per la cooperazione internazionale e l’integrazione. Per cui l’Italia presenta almeno una nota positiva in questo scenario che potrebbe dare il via ad un miglioramento in ambito di cooperazione.

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