AFGHANISTAN, NELLA GUERRA SENZA FINE FERITA UN’ITALIANA

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

AFGHANISTAN, NELLA GUERRA SENZA FINE FERITA UN’ITALIANA

Venerdì 24 maggio un attentato nel centro di Kabul ha provocato la morte di 7 persone e il ferimento di altre 17, tra cui l’italiana Barbara De Anna, funzionaria dell’OIM, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, colpita dallo scoppio di una granata durante quello che è stato un vero e proprio assalto rivendicato dai talebani. 

SETTE MORTI
Venerdì 24 maggio, un commando di talebani ha portato un vero e proprio attacco nel quartiere di Shar-e-Naw a Kabul, dove hanno sede diverse agenzie delle Nazioni Unite e alcune ambasciate. I morti sono sette, tra cui quattro membri del commando. “Si tratta di quattro assalitori dotati di armi pesanti e leggere. Uno di loro si è fatto saltare in aria davanti al portone dell’Oim, gli altri tre sono entrati nel complesso”, ha spiegato il portavoce del ministero degli Interni afgano Seddiq Seddiqi in conferenza stampa. i tre assalitori si sarebbero spostati da un edificio all’altro, prima di essere uccisi al termine di sette ore di scontri armati. Le altre tre vittime sono “un poliziotto e due civili adulti”, ha precisato Seddiqi. Diciassette persone, sette straniere, tra le quali la funzionaria italiana, e dieci di nazionalità afgana, sono rimaste ferite.

CHI E’ BARBARA DE ANNA
Barbara De Anna è stata colpita dallo scoppio di una granata e ha riportato ustioni di secondo grado sul 90% del corpo. Ricevute le prime cure nel vicino ospedale di Emergency, è stata poi trasferita nell’ospedale militare di Baghram e da lì trasferita in volo presso la struttura sanitaria della base militare americana di Ramstein, in Germania. Da fonti della Farnesina, le sue condizioni rimangono “serie, ma stabili”.
La funzionaria dell’OIM era arrivata in Afghanistan nel 2010, prima ad Herat e poi a Kabul dal 2011, non appena era stata assunta dall’OIM, dopo aver già lavorato per 10 anni per diverse agenzie delle Nazioni Unite in Honduras (Undp), Liberia, Timor Est e Giordania (Unchr).

LA SITUAZIONE OGGI DOPO 12 ANNI
Quello in cui è rimasta coinvolta la funzionaria italiana è purtroppo solo l’ultimo di una serie senza fine di attentati che si susseguono quasi quotidianamente in Afghanistan. A dispetto delle dichiarazioni ufficiali e della volontà dichiarata degli Stati Uniti e della coalizione internazionale di ritirarsi completamente dal Paese entro la fine del prossimo anno, l’Afghanistan è di fatto un Paese ancora in guerra. Sono passati ormai 12 anni dall’inizio delle operazioni militari che portarono alla caduta dei talebani, ma il Paese è ancora di fatto nel caos. Il governo non ha il controllo su tutto il territorio nazionale, i talebani sembrano essersi riorganizzati e hanno ormai il potere di dettare le condizioni al governo centrale per la pacificazione di intere zone del Paese (soprattutto quelle al confine con il Pakistan, di fatto ancora oggi controllate dai talebani). Secondo alcune stime dell’Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza, sotto comando Nato), gli attentati compiuti dai talebani tra gennaio e maggio di quest’anno hanno portato alla morte o al ferimento di circa 1500 persone. A queste, purtroppo, vanno aggiunte le vittime, sia tra i talebani che purtroppo tra la popolazione civile, provocate dalle azioni della forza internazionale.

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