MALI E SOMALIA: DOPPIA AZIONE MILITARE DELLA FRANCIA IN AFRICA

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

MALI E SOMALIA: DOPPIA AZIONE MILITARE DELLA FRANCIA IN AFRICA

Negli ultimi giorni la Francia ha effettuato un doppio intervento militare in Africa e, più precisamente, in Somalia e in Mali.  

In Somalia si è trattato di un’azione mirata, legata al tentativo di liberare un agente dei servizi segreti francesi in mano al gruppo Shaabab, considerato vicino ad Al Qaeda, dal 2009. L’azione, condotta tra venerdì e sabato scorsi, si è però scontrata con una forte resistenza da parte dei miliziani islamici, che di fatto ha portato ad un sostanziale fallimento del blitz. Secondo le autorità francesi, infatti, durante le operazioni sarebbero rimasti uccisi 17 miliziani somali, due soldati francesi e l’ostaggio. Per il portavoce di Shaabab, invece, sarebbero sempre due i soldati francesi morti a seguito del tentato blitz, mentre l’ostaggio e un terzo soldato francese ferito sarebbero ancora vivi e ancora nelle loro mani (non ha dato alcun numero sui miliziani somali morti durante l’operazione).

In Mali la situazione appare più complessa e foriera di conseguenze a lungo termine. L’intervento militare francese, che per il momento si limita ad attacchi aerei senza l’invio di truppe di terra, si concentra contro i gruppi islamici che di fatto controllano il nord del Paese. L’intervento si inserisce all’interno della risoluzione ONU del 20 dicembre scorso che autorizzava un’azione militare in Mali da parte di una forza africana di 3300 uomini con l’intervento dell’UE che dovrebbe addestrare le truppe maliane, che fino ad oggi non sono state in grado di opporsi all’avanzata dei gruppi islamici verso il sud del Paese. I bombardamenti francesi, che hanno avuto inizio venerdì 11 gennaio, avrebbero già provocato più di un centinaio di morti tra i gruppi islamici, mentre ha perso la vita anche un pilota francese. L’azione francese, che ha avuto il supporto degli altri partner europei e degli Stati Uniti, secondo le autorità francesi, serve ad arrestare l’avanzata dei ribelli islamici, che però, secondo fonti anonime francesi, sarebbero molto ben armati ed addestrati, potendo anche contare su una notevole quantità di armi proveniente dalla Libia dopo la caduta di Gheddafi.

Nel frattempo si starebbe organizzando la forza africana che dovrebbe aiutare le forze regolari maliane a combattere contro i gruppi islamici, con la possibilità che forze di terra francesi possano intervenire nell’addestramento dell’esercito del Mali. I gruppi islamici di base nel nord del Paese, che sono oggetto dell’offensiva aerea francese, hanno annunciato la volontà di “colpire al cuore la Francia” dopo questo suo intervento armato; questa possibilità era già stata presa in considerazione dalle autorità francesi che avevano predisposto, fin dall’inizio delle operazioni, maggiori controlli nei luoghi cosiddetti sensibili.

L’impressione è che le operazioni potrebbero andare avanti ancora a lungo, bisogna capire in che termini e quali attori saranno coinvolti.

 

FONTI:

www.ansa.it

http://www.bbc.co.uk

 

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