OLIMPIADI: FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

OLIMPIADI: FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

Rio giochi 2016.svg

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Il Brasile è un Paese senza dubbio sotto i riflettori, mancano pochissimi giorni al fischio di inizio del più grande evento sportivo a livello mondiale: le Olimpiadi.

Il Paese è al centro di una nota e burrascosa vicenda di corruzione legata alla sua presidenza, ma forse non tutti sanno che…

 

L’organizzazione di grandi eventi non è sempre, come si suol dire, “tutta rose e fiori”. Al di là delle varie proteste dei cittadini brasiliani ma anche mondiali che andavano contro alle Olimpiadi e della forte crisi finanziaria che il Brasile sta affrontando, ciò che non ha fatto notizia è stato il numero delle morti bianche. Secondo il bilancio dell’ispettorato del lavoro dello Stato di Rio, sono 11 gli operai che, dal 2013 ad oggi, hanno perso la vita nei cantieri olimpici, un “numero spaventoso”, secondo Robson Leite, responsabile dell’ispettorato. La ICM (Internacional de Trabalhadores da Construção e da Madeira América Latina e Caribe), infatti, aveva precedentemente denunciato le condizioni di lavoro degli operai impiegati, ridotti ad uno stato di schiavitù senza sufficienti misure di sicurezza, richiedendo l’introduzione di un Protocollo di Sicurezza delle Olimpiadi 2016 che portasse a ridurre il numero degli incidenti.

Forse, però, non tutti sanno nemmeno che queste olimpiadi saranno le prime nella storia in cui gareggerà una squadra di rifugiati composta da 10 atleti di diverse nazionalità tra cui siriani, sudanesi e keniani. Sfileranno sotto la bandiera olimpica in penultima posizione, prima della squadra ospitante. Secondo Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, la compagine sarà simbolo di speranza e contribuirà ad mantenere viva l’attenzione del mondo sulla gravità della crisi dei migranti. 

FONTI:

The Guardian

Adnkronos

Central Única dos Trabalhadores

Internazionale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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