L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA DELLE OLIMPIADI

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA DELLE OLIMPIADI

Venerdì 7 febbraio 2014, data da ricordare: l’inizio delle Olimpiadi invernali di Sochi. Senza dubbio, la cerimonia è stata maestosa e ci ha raccontato parte della storia Russa. Ma cosa hanno omesso?

È del 6 febbraio una lettera inviata da Amnesty International al presidente del Consiglio Enrico Letta comprensiva di un documento contenente la denuncia di tutte le violazioni dei diritti umani perpetrate in Russia. Il rapporto Amnesty spiega infatti che, a seguito delle proteste svoltesi a Mosca e in altre città russe a partire dalla fine del 2011 e per tutto il 2012, Putin ha firmato una serie di leggi punitive che inibiscono la possibilità di dissenso, la libertà di espressione – come nel caso delle Pussy Riot – e la libertà di manifestazione. Migliaia di persone, da quel momento, sono state arrestate e più di 100 proteste sono state fermate sul nascere. Si pensi che, solo durante una manifestazione avvenuta il 6 gennaio 2014, sono state arrestate 28 persone.

Anche l’Ituc, d’altro canto, sottolinea, nel suo rapporto annuale del 2013 le continue e indiscriminate violazioni perpetrate nei confronti degli iscritti al sindacato. Non si parla solo di impedimenti nella registrazione o del mancato riconoscimento dei sindacati ma anche di violenze vere e proprie e la tendenza a chiudere gli occhi davanti a tutto questo fa parte, purtroppo, della vita di tutti i giorni.

Più di 1000 Ong, poi, sono state prese di mira mediante ispezioni seguite da una multa o dall’obbligo di chiusura.
Inoltre, è ormai nota la legislazione datata 2013 riguardante l’omofobia che ha reso legittima la discriminazione sessuale e, altro dato allarmante, è l’aumento della xenofobia, che ha portato a delle retate di massa da parte della polizia nei confronti dei lavoratori migranti.

Infine, secondo i dati Amnesty, durante la scorsa settimana sono stati arrestati due attivisti per il diritto all’ambiente: il 3 febbraio è stato arrestato e condannato a 15 giorni Evgeny Vitishko. Il suo capo d’imputazione è stato quello di aver pronunciato ingiurie alla fermata dell’autobus. Igor Kharchenko è stato invece arrestato il 5 febbraio per essersi rifiutato di eseguire un legittimo ordine della polizia.

Fonti:
http://www.amnesty.it/ 
http://survey.ituc-csi.org/

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