LEGGE SULLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO: LA SVOLTA

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

LEGGE SULLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO: LA SVOLTA

È notizia di questi giorni che, dopo 27 anni dalla legge 49/1987 e dopo il susseguirsi di vari mandati di governo, il primo di agosto il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge (Ddl) “Disciplina generale sulla cooperazione allo sviluppo”. Sembra essere parere diffuso che la nuova legge rappresenti una vera e propria rivoluzione.

Il percorso parlamentare del Ddl è stato accompagnato da alcune richieste avanzate da alcuni degli attori della cooperazione: le ONG italiane. Alcune tra queste erano:
– che nel primo articolo si definissero le modalità e gli obiettivi della legge,
– la sostituzione del concetto di APS (Aiuto Pubblico allo Sviluppo) con quello di CPS (Cooperazione Pubblica allo Sviluppo) per dimostrare una modalità di attuazione incentrata sullo sviluppo di partenariati allo stesso livello, superando l’idea di aiuto dai Paesi sviluppati destinato ai Paesi in via di sviluppo,
– trasparenza, unitarietà e chiarezza degli investimenti annuali previsti per la cooperazione allo sviluppo. Detti investimenti dovranno essere fissi e, in caso di inutilizzo, nuovamente stanziati per l’anno successivo,
– definizione dei vari soggetti della cooperazione pubblici e privati, profit e non profit, delle loro competenze e dei loro compiti,
– qualifica della figura del viceministro con pienezza di deleghe all’interno del MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – che sostituisce la vecchia denominazione MAE.

Nel complesso, le esigenze sono state accontentate.

Entrando nello specifico del disegno di legge, senza avere la pretesa di essere esaustivi, scopriamo, infatti, che:

– nel primo articolo si chiarifica che il tema del Ddl è la cooperazione allo sviluppo, “parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia”.
– Come anticipato, il MAE (Ministero degli Affari Esteri) cambia denominazione in MAECI. Quali sono i suoi compiti? Vengono ampiamente spiegati nel Ddl. Tra gli altri: coordina le relazioni con le organizzazioni internazionali e gli enti intergovernativi e stabilisce l’entità complessiva dei finanziamenti erogati annualmente.
– Come da richiesta, viene rivoluzionato il concetto di aiuto e non si parla più di APS ma di CPS.
– E per quanto riguarda le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano? Devono seguire la presente legge e la Costituzione. A livello locale, possono, però, legiferare autonomamente mantenendo i principi fondamentali della legge statale sulla cooperazione.
– Viene introdotta la nuova Cassa depositi e prestiti SPA, con l’incarico di assolvere ai compiti di istituzione finanziaria per la cooperazione internazionale allo sviluppo.
– Chi saranno i protagonisti della cooperazione? Vengono definiti nell’articolo 22: le amministrazioni dello Stato, le università e gli enti pubblici, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, gli enti locali, le organizzazioni della società civile ed altri soggetti senza finalità di lucro. La novità è che, tra questi ultimi, vengono introdotte anche le associazioni e le organizzazioni delle comunità migranti che mantengano dei rapporti di cooperazione allo sviluppo con i loro Paesi di origine. Questo apre a un’altra dimensione della cooperazione che, introducendo i migranti come soggetti attivi della cooperazione, smette di avere la tendenza ad essere di cittadini italiani che si rivolgono verso l’estero, ma acquisisce una dimensione propriamente internazionale.
Altro cambiamento non di poco conto è che vengono introdotti anche i soggetti con finalità di lucro purché agiscano con modalità conformi al rispetto ambientale, dei diritti dell’uomo e che aderiscano ai principi della responsabilità sociale.
– Infine, il Ddl prevede l’adozione di un documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo che verrà approvato dal Consiglio dei Ministri entro il 31 marzo.
 

Parallelamente, ma in maniera distinta rispetto al Ddl sulla Cooperazione Internazionale, è stato diramato il contenuto della legge delega sulla riforma del terzo settore. Regolerà il terzo settore, l’impresa sociale e disciplinerà il nuovo Sevizio Civile Nazionale Universale cambiando alcune norme attualmente in vigore ed introducendone altre.

Per approfondire l’argomento leggendo il testo integrale della legge delega, rimandiamo al questo link.

Fonti:
Senato
Ministero
Arci

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