IL PAKISTAN SCEGLIE IL PARTITO ISLAMISTA

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

IL PAKISTAN SCEGLIE IL PARTITO ISLAMISTA

Sabato 11 maggio si sono tenute le elezioni politiche in Pakistan per eleggere a suffragio universale i 272 deputati dell’assemblea nazionale e i membri delle quattro assemblee provinciali. come prevedevano i sondaggi, ha vinto il partito islamista guidato da nawaz sharif contro il popolare campione di cricket e il partito di laico di sinistra.


Cambiamento in atto rispetto alle scorse elezioni

Il voto di quest’anno è di importanza storica per il Paese, visto che per la prima volta in Pakistan un governo civile completa il suo intero mandato e passa i suoi poteri ad un altro esecutivo. Sui 272 seggi, 60 saranno riservati alle donne, mentre 10 saranno distribuiti alle minoranze non musulmane sulla base di un sistema proporzionale. Il voto ha modificato la maggioranza uscita dalle elezioni del 2008, vinte dal Partito popolare pachistano (PPP), del presidente Asif Ali Zardari. La Lega musulmana pachistana di Nawaz Sharif, ex primo ministro, vince le elzioni seguito dal Pakistan Tehrik-i-Insaaf (PTI) dell’ex campione di cricket Imran Khan.

Le vittime delle elezioni
L’avvicinamento a queste elezioni è stato però contrassegnato da un aumento vertiginoso degli attacchi portati da gruppi armati. Nelle ultime tre settimane di campagna elettorale, sono esplose circa 50 bombe che avevano come obiettivo i partiti laici e liberali. Le vittime sono state più di 80 con più di 350 feriti. Inoltre, il 3 maggio, a poche ore di distanza, sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco Sadiq Zaman Khattak, candidato del Partito nazionale Awami (ANP) e Chaudhry Zulfiqar Ali, il pubblico ministero che stava indagando sull’omicidio dell’ex premier Benazir Bhutto. In questa indagine, Ali stava anche indagando sull’ex presidente Pervez Musharraf, tornato il 24 marzo in Pakistan dopo quattro anni di esilio volontario con la volontà di partecipare alle elezioni e arrestato il 19 aprile, non potendo quindi partecipare alla competizione.
Un dato più di ogni altro può sintetizzare la situazione di violenza politica in cui versa il Pakistan. Negli ultimi 5 anni e mezzo, l’ANP ha perso 700 esponenti e sono stati uccisi un ex premier (la Bhutto) e governatori di Stati (Salmaan Taseer, ex governatore del Punjab, ucciso nel 2011 perché contrario alla legge antiblasfemia). Di fronte a questa escalation, le autorità pakistane hanno fatto sapere che, durante il voto di sabato, ai seggi sarebberp presenti 600mila agenti di polizia, di cui 50mila militari.

I partiti in campo
Sul piano più strettamente politico, si va verso un cambiamento della maggioranza. Il PPP, considerato un partito laico di orientamento socialista, che negli ultimi anni si è spostato su posizioni più centriste e favorevoli alla privatizzazione di alcuni settori dell’economia e vincitore delle elezioni del 2008, durante gli ultimi quattro anni è stato molto criticato per una serie di scandali di corruzione e per diversi insuccessi in campo economico e sociale, oltre che sul piano della sicurezza interna. La Lega musulmana pachistana (PML-N) guidata da Sharif era il principale partito di opposizione; forza conservatrice conosciuta per avere stabilito un “rapporto privilegiato” con gli estremisti islamici del paese, ha indicato tra gli obiettivi più importanti del su programma elettorale l’aumento delle spese per l’istruzione dal 2 al 4 per cento del PIL entro il 2018 e un aumento del livello di alfabetizzazione del paese dal 54 all’80 per cento “nel più breve tempo possibile”.
Il PTI è guidato da Imran Khan, popolarissimo ex-giocatore di cricket pakistano ed eroe nazionale: con lui il Pakistan ha vinto la prima e unica Coppa del mondo di cricket della sua storia, nel 1992. Il PTI è riuscito a guadagnare molta popolarità soprattutto tra la classe media: è molto popolare tra i giovani e gli strati della popolazione più istruita ed è visto come il simbolo del cambiamento. Pur non potendo ambire ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, potrebbe risultare decisivo per la formazione di una nuova coalizione governativa.

Rispetto alle elezioni del 2008 i partiti religiosi hanno avuto un sostegno più forte nella popolazione: un sondaggio condotto dal British Council all’inizio del 2013 mostrava come il 38 per cento dei giovani pakistani ritiene che un sistema basato sulla legge islamica sia migliore di un sistema democratico. Nonostante gli attentati talebani degli ultimi mesi i partiti laici hanno perso consenso, a differenza delle elezioni del 2008, virate verso i partiti laici a seguito dell’attentato terroristico che uccise Benazir Bhutto.
La cosa che sembra evidente è una sempre crescente importanza dell’aspetto religioso nella vita politica pachistana, aspetto che si coniuga con un crescente atteggiamento anti-americano di diverse forze politiche, come per esempio la Lega musulmana o il PTI e che potrebbe originare un’inasprirsi delle relazioni tra mondo musulmano e mondo occidentale.

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