NUOVO GRAVISSIMO ATTENTATO IN PAKISTAN

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

NUOVO GRAVISSIMO ATTENTATO IN PAKISTAN

Domenica 22 settembre c’è stato un nuovo gravissimo attentato in Pakistan che ha colpito la comunità cristiana; nell’attacco, che è stato il più violento mai avvenuto nel paese contro la minoranza cristiana, sono morte 81 persone e i feriti sono stati più di 130.

Domenica 22 settembre alle 12 due kamikaze si sono fatti esplodere, all’uscita della messa, a Peshawar davanti ad una chiesa in cui erano riuniti circa 500 fedeli, uccidendo 81 persone e ferendone circa 130. Da una prima ricostruzione della polizia, è emerso che due esplosioni si sono verificate a circa 30 secondi l’una dall’altra. ”Gli attacchi sono avvenuti quando la funzione era terminata e i fedeli stavano per lasciare la chiesa – ha detto il commissario Mohammad Ali Babakhel aggiungendo che gli agenti che erano di guardia hanno cercato di fermare i kamikaze ma sono stati uccisi dalla deflagrazione”. Secondo gli artificieri sono stati usati circa sei chili di esplosivo da ciascuno dei due attentatori suicidi.
L’attentato è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista islamico Jandullah, legato ai talebani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) e vicino ad Al Qaeda. Un portavoce dell’organizzazione fondamentalista islamica, Ahmed Marwat, ha detto in un comunicato di aver compiuto l’attentato come ritorsione contro i bombardamenti con i droni da parte degli Stati Uniti nel nordovest del paese.
Dichiarazioni di condanna della strage, che è la più sanguinosa contro la comunità cristiana in Pakistan, sono state espresse da molte forze politiche. L’ultimo in ordine di tempo a esprimere solidarietà con la comunità cristiana è stato Imran Khan, l’ex campione di cricket a capo di un partito laico, il Pakistan Tehreek-e-Insaf (movimento pachistano per la giustizia) che guida la coalizione di maggioranza nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, di cui Peshawar è la capitale. ”Siamo con i cristiani in questo momento di dolore – ha detto -. I terroristi dovrebbero vergognarsi per questo massacro di civili”.

L’attentato ha provocato diverse proteste da parte delle comunità cristiane. Centinaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Pakistan (Karachi, Faisalabad, Lahore, Peshawar) protestando contro il governo di Nawaz Sharif, accusato di non fare abbastanza per proteggere la minoranza cristiana che nel Paese, che, con quattro milioni di fedeli, costituisce il 2% della popolazione.

L’attentato arriva pochi giorni dopo la decisione del premier pachistano Nawaz Sharif di iniziare un dialogo con i Talebani per cercare di pacificare un Paese sempre più spesso sconvolto da attentati e bombe, soprattutto nelle zone al confine con l’Afghanistan, dove la presenza dei talebani è molto forte. A fine agosto si erano tenuti contatti preliminari ”informali” con il principale movimento talebano del Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp) che ha le basi lungo la frontiera con l’Afghanistan, mentre il 9 settembre era stata convocata un conferenza nazionale di tutti i partiti che aveva approvato un documento di sei punti contenente un’offerta di negoziato. A seguito di questo attentato, però, il premier pachistano Nawaz Sharif ha detto che il suo governo non può continuare il dialogo con i talebani. ”Sfortunatamente a causa di questo (incidente), il governo non e’ in grado di andare avanti su cosa stava facendo o su cosa desiderava fare” ha dichiarato ieri sera ai giornalisti da Londra prima di partire per l’Assemblea generale dell’Onu a New York. ”Avevamo proposto in buona fede dei negoziati di pace ai talebani con il consenso di tutte le forze politiche – ha ricordato – ma ora non e’ più possibile proseguire su questa strada”.

Fonti:
ansa.it
internazionale.it 

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