Iscos Lombardia parla di finanza etica con Andrea Di Stefano

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

Iscos Lombardia parla di finanza etica con Andrea Di Stefano


Il bisogno di nuove regole per non sprecare risorse

 

Milano, 20.4.2011

Dalla crisi scatenata con Lehman Brothers ai mutui subprime fino al ruolo del sindacato nelle questioni di finanza etica. L’incontro “Dalla speculazione allo sviluppo sostenibile: può esistere una finanza etica?”, organizzato da Iscos Lombardia giovedì 14 aprile, ha stimolato il dibattito sulla responsabilità sociale tanto degli individui quanto delle organizzazioni, prima fra tutte il sindacato. Con un sistema che divora continuamente risorse come quello capitalistico, non poteva mancare una riflessione sulle trasformazioni da compiere e sui freni da porre al sistema finanziario diventato ormai “una variabile indipendente non più al servizio dell’attività economica ma strumento di creazione del denaro fine a se stessa” come ha affermato il direttore della rivista “Valori” Andrea Di Stefano.

 

“Occupandoci di cooperazione allo sviluppo siamo preoccupati dai continui tagli alla cooperazione – ha esordito la presidente dell’Iscos Lombardia Rita Pavan – questo incontro, però, serve anche per lanciare un messaggio positivo e di speranza e per ricercare nuove soluzioni”.

Una crisi globale provocata dal sistema capitalistico attuale e dalla globalizzazione.

“Abbiamo sbagliato a pensare che la tecnologia potesse risolvere il problema della finitezza delle risorse – ha detto Di Stefano – da un lato le risorse finiscono, dall’altro, la finanza è diventata autonoma perchè ha incrociato le proprie voglie con la liberalizzazione”.

Si chiama deregulation: si “sregolarizza” il sistema ed ecco che il mercato è allo sbando e “subiamo globalmente una crisi molto simile a quella del 1929”.

Gli interventi utili non sono però mancati: “Qualcosa è stato fatto – ha proseguito Di Stefano – intanto per cominciare la riforma finanziaria in America anche se oggi, purtroppo, viene frenata dai repubblicani. La riforma prevede di suddividere le banche tra commerciali e finanziarie e sarebbe un bel passo in avanti. Da non dimenticare anche la tassa 005 sulle transazioni finanziarie per riuscire a controllare le enormi masse di capitale che circolano oggi nel sistema finanziario”.

Del bisogno impellente di nuove regole ha parlato anche Roberto Benaglia, segretario regionale  della Cisl Lombardia “Il lavoro non può più essere l’unico ammortizzatore sociale – ha spiegato –  La crisi ci lascia un’eredità problematica è nostro compito recuperare le diseguaglianze e governarle”. Molteplici i fronti su cui la Cisl può intervenire: “Dobbiamo passare dalla fiscalità del reddito a quella dei consumi, migliorare la qualità della vita sulla mobilità, stimolare le politiche d’incentivo alle energie rinnovabili e difendere il welfare secondo il principio più socialità e mutualità. Tra le azioni concrete – ha proseguito Benaglia – il 20 aprile abbiamo l’incontro con le associazioni di trasporto Aspra e Anav per incentivare i dipendenti delle Pmi all’utilizzo dei mezzi pubblici”.

 

 

Marta Valota – Iscos Lombardia

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