Water Equity in Tourism

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

Water Equity in Tourism

Il diritto all’acqua costituisce uno dei diritti umani fondamentali; nonostante ciò per molte comunità, specialmente per quelle che vivono nel Sud del mondo, questo diritto è compromesso dallo sviluppo del turismo. I ricercatori di Tourism Concern nel rapporto “Water Equity in Tourism” hanno rilevato come nei resort villages di Kiwengwa e Nungwi a Zanzibar, un solo turista, in media, fa un consumo di acqua 16 volte maggiore rispetto a un abitante del posto.

 

Significa, cioè, che se i locali utilizzano, in media, 93,2 litri di acqua al giorno, negli hotel a cinque stelle il consumo medio giornaliero per camera è almeno di 3.195 litri. Negli alberghi meno lussuosi, invece, il consumo scende a 686 litri al giorno. Il turismo è uno dei maggiori fattori che contribuiscono all’economia di Zanzibar, nonostante la rapida espansione del turismo, però, ancora quasi metà della popolazione rimane in condizioni di povertà.

Il rapporto analizza anche altre realtà turistiche in Paesi poveri, oltre a Zanzibar in Tanzania, Goa in India, le località balneari in Gambia, Bali in Indonesia e Allepey nella regione di Kerala in India. Dai casi studio emerge come non solo i turisti utilizzano molta più acqua dei locali, che invece spesso soffrono per la mancanza di acqua, ma, sostiene Sheela Gracias, attivista locale e avvocato legale a Goa, i turisti inquinano anche le falde acquifere rendendole inutilizzabili: “Gli alberghi qui hanno tutti prati lussureggianti e pozzi. Ma le loro discariche contaminano spesso le acque sotterranee e l’enorme consumo di acqua abbassa la falda freatica. In molti villaggi, infatti, l’acqua è diventata salina e non più idonea al consumo. Questi hotel non fanno per niente bene alla popolazione locale”.

Il turismo si conferma quindi un fattore di sviluppo per i Paesi, ma bisogna fare attenzione a questo strumento perché, dietro agli arrivi massicci di turisti e agli introiti economici, spesso si nascondono molti problemi che ci permettono di capire che il turismo per come viene inteso spesso fa più male che bene alle comunità locali.

 

Come intervenire? Dandosi delle regole

Tourism Concern suggerisce delle buone pratiche che governi locali e imprese turistiche dovrebbero adottare per evitare la crisi idrica per le comunità locali.

  1. I governi devono rappresentare la comunità locale e far si che l’acqua e la salute del Paese non vengano compromessi dal turismo;

  2. I governi dovrebbero implementare regolamentazioni per un utilizzo equo e sostenibile dell’acqua da parte dell’impresa turistica;

  3. Le industrie turistiche dovrebbero essere più attente e ridurre il consumo dell’acqua oltre che rispettare la normativa locale in merito;

  4. È necessaria la cooperazione e collaborazione tra i vari attori: le decisioni sull’uso della terra e dell’acqua, così come la progettazione turistica, vanno condivise tra comunità locale, impresa turistica e istituzioni locali.

Il rapporto vuole essere un invito a tutti i turisti a comportarsi in maniera responsabile facendo attenzione all’ambiente e alle comunità locali che visiteremo quest’estate…buone vacanze responsabili a tutti.

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