L’ITUC LANCIA UNA CAMPAGNA CONTRO I MONDIALI DI CALCIO DEL 2022 IN QATAR

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

L’ITUC LANCIA UNA CAMPAGNA CONTRO I MONDIALI DI CALCIO DEL 2022 IN QATAR

L’Ituc, International Trade Union Confederation, ha lanciato una campagna per chiedere alla Fifa di riassegnare i mondiali di calcio del 2022, assegnati al Qatar. Secondo l’Ituc, la mancanza di qualsiasi legislazione a difesa dei diritti dei lavoratori potrebbe portare, nei cantieri delle infrastrutture legate agli impianti per i mondiali, ad un numero di morti superiore al numero degli atleti coinvolti nella manifestazione. 

Nel 2010, un po’ a sorpresa, la Fifa ha assegnato i mondiali di calcio del 2022 al Qatar. Nel Paese, però, al momento non ci sono le strutture per ospitare un evento di questo genere: vanno costruiti stadi, alberghi, reti infrastrutturali. Per fare tutto questo sarà indispensabile la manodopera straniera, in quanto il Qatar può contare su 250mila cittadini a fronte di quasi 2 milioni di persone residenti, con la prospettiva che proprio la costruzione delle nuove infrastrutture possa attirare quasi un altro milione di persone. A fronte di questa situazione, però, in Qatar non è prevista alcuna legislazione a tutela dei diritti dei lavoratori.
Anche grazie ai rapporti di Human Rights Watch (HRW) emerge un quadro decisamente allarmante della condizione in cui vivono i lavoratori stranieri in Qatar.

Nonostante sia vietato dalla legge, a quasi tutti i lavoratori viene sequestrato il passaporto; chi invece riesce a mantenerlo rimane comunque imprigionato da un sistema che regola le norme sull’immigrazione, detto kefala, il quale prevede che uno straniero possa lasciare il Paese solo con il consenso del datore di lavoro, che ha anche il potere di revocare il permesso di soggiorno dei dipendenti o di denunciarli se non si presentano al lavoro.
I lavoratori stranieri, che rappresentano il 99% della forza lavoro del settore privato e la quasi totalità del settore edilizio, vengono fatti vivere in quartieri separati, dove, secondo le norme, possono vivere 4 lavoratori per stanza. In tutti e 6 i luoghi visitati nel 2012 da HRW, in queste camere vivevano fra le 8 e le 18 persone. I lavoratori del settore edilizio, secondo i dati dell’Ituc, lavorano in media 15 ore al giorno, per 6 giorni alla settimana per soli 8$ al giorno, per uno stipendio mensile che si aggira sui 200$, quando il Qatar è il Paese con il più alto PIL pro capite del mondo. Inoltre, i lavoratori non hanno diritto di aderire ad un sindacato o di scioperare.
Il governo qatariota non è obbligato da nessuna legge a rendere pubblici i dati sulle morti bianche; nel 2012 ha fatto sapere che erano morti 6 operai in 3 anni. Dato contestato dal fatto che nel solo 2010 l’ambasciatore nepalese ha contato 191 vittime tra i suoi emigrati. Si stima che il numero di incidenti mortali nel settore edilizio in Qatar sia 8 volte superiore rispetto al Regno Unito.

Di fronte a questa situazione, l’Ituc ha chiesto più volte al Qatar l’introduzione di nuove norme a tutela dei lavoratori dei loro diritti, senza però ricevere risposte. È per questo che allora ha lanciato questa campagna per richiedere alla Fifa la rassegnazione dei mondiali del 2022, vista la possibilità che ci potrebbe essere un numero di morti nei cantieri legati alla Coppa del mondo di quanti saranno gli atleti che scenderanno in campo (736 persone).
Il Comitato Supremo per Qatar 2022, a febbraio, ha annunciato la stesura di una “Carta dei lavoratori stranieri” per i mondiali, anche se per ora non si sa nulla né sulla tempistica della sua entrata in vigore, né quali investimenti si considerino legati alla Coppa. La Fifa dal canto suo ha garantito che in futuro i diritti dei lavoratori saranno tra i criteri considerati per l’assegnazione dei mondiali, dichiarando di voler incontrare varie organizzazioni, tra cui l’Ituc, per assicurare “condizioni di lavoro degne e sicure”.
Per ora non sembra essere però all’orizzonte nessuna mossa concreta sia da parte del Qatar che da parte della Fifa. Pertanto l’Ituc continuerà nella sua campagna di richiesta di riassegnazione dei mondiali del 2022 fino a quando non ci saranno cambiamenti radicali nel sistema di tutela dei diritti dei lavoratori stranieri in Qatar.

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