Anche Iscos Lombardia sostiene la campagna “Nessuno sia più schiavo”

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

Anche Iscos Lombardia sostiene la campagna “Nessuno sia più schiavo”

Newsletter 17 10

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Una campagna contro il lavoro forzato nelle fornaci di mattoni del Pakistan. 
Anche Iscos Lombardia sostiene “Nessuno sia più schiavo” lanciata da Avvenire, Focsiv e Iscos nazionale contro il lavoro forzato nelle fornaci di mattoni in Pakistan. Abituati a lavorare oltre 12 ore al giorno, i lavoratori delle fornaci costituiscono un esercito di oltre 2,3 milioni di persone. Sono per la maggior parte indù e cristiani, le minoranze religiose del Paese.

“La presenza in Pakistan di un mercato del lavoro fortemente informale che non fornisce reddito adeguato, né protezione sociale, ma incentiva le discriminazioni di genere, lo sfruttamento del lavoro minorile e il lavoro forzato, è alla base della proliferazione di lavoratori costretti a lavorare in schiavitù senza acqua né luce e in condizioni di lavoro malsane – spiega Miriam Ferrari Presidente di Iscos Lombardia -. È per questo che come Iscos Lombardia abbiamo deciso di aderire e sostenere questa campagna dedicata al Pakistan, un Paese che ci sta particolarmente a cuore e dove, con diversi progetti di cooperazione, la nostra presenza risale al 2008”. La campagna “Nessuno sia più schiavo” denuncia e condanna la situazione in cui si trovano i così detti “schiavi per debito”, quei lavoratori che iniziano a chiedere un prestito o un anticipo ai datori di lavoro, e si trovano poi intrappolati in un sistema mortale. Per restituire il debito ci impiegano circa due anni, un tempo lungo durante il quale sono ridotti a lavorare in condizioni umilianti. Senza diritti, senza certezze, senza paga, con turni di lavoro massacranti, in molti casi, i lavoratori non ce la fanno, non riescono a ripagare il debito contratto. Inizia, così, un calvario che spesso si conclude soltanto con la morte.L’industria dei mattoni in Pakistan rappresenta il 3 per cento del Pil nazionale. Una famiglia riesce a produrre fino a 1.500 mattoni al giorno, guadagnando solo una manciata di dollari alla settimana. Secondo stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, sull’intero territorio nazionale, sono disseminate tra le 8mila e le 10mila fornaci.  Nella sola provincia del Punjab sono attive 5mila fornaci, il “regno” del lavoro forzato. Avvenire, Focsiv e Iscos con questa campagna si propongono di spezzare la catena di schiavitù di questi lavoratori restituendo dignità e libertà alle famiglie con progetti di formazione, di sostegno ai bambini affinché ritornino a scuola e di incentivi al microcredito.

 

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