“Marocco, lungo percorsi poco conosciuti”: ISCOS Lombardia a Immagimondo 2026

Istituto Sindacale per la COoperazione allo Sviluppo

“Marocco, lungo percorsi poco conosciuti”: ISCOS Lombardia a Immagimondo 2026

Domenica 18 ottobre, ISCOS Lombardia ha partecipato a Immagimondo 2026, il festival organizzato da Les Cultures APS, con l’incontro “Marocco, lungo percorsi poco conosciuti”, presentato dalla referente in loco Paola Bordi.

Un appuntamento per cambiare sguardo sul Marocco e il modo in cui è conosciuto, interrogandosi sulle conseguenze della crisi climatica su molti territori e comunità che si ritrovano in una condizione di forte fragilità socio-economica. Attraverso il racconto dei progetti di cooperazione, l’incontro ha offerto l’occasione di guardare più da vicino il lavoro che ISCOS Lombardia porta avanti in Marocco insieme ai partner locali, mettendo al centro tanto la valorizzazione delle risorse del territorio, quanto l’engagement delle comunità.

Tra i protagonisti dell’incontro, il progetto Al-Nakhla – Oasi resilienti nel cuore del Marocco, finanziato dal Comitato Lecchese per la Pace e la Collaborazione tra i Popoli e promosso da ANOLF Monza Brianza Lecco, con ISCOS Lombardia, Ànbara ETS, Les Cultures APS e il partner locale PAN Marrakech.

Il progetto prende forma nel villaggio di Mssaada, dove la siccità e il terremoto del settembre 2023 hanno aggravato una situazione già difficile per le comunità locali, che vivono principalmente di agricoltura di sussistenza e allevamento. Al-Nakhla promuove la creazione di oasi verdi partecipate, attraverso la combinazione di tre ingredienti: la rigenerazione del suolo, la gestione sostenibile dell’acqua e la diversificazione delle colture. Palme, ulivi, alberi pionieri e orti vengono integrati secondo un modello tradizionale marocchino, in cui le diverse specie vegetali contribuiscono a sostenersi reciprocamente e a ridurre il fabbisogno idrico. Le attività però non si limitano alla piantumazione: il progetto prevede laboratori di agricoltura rigenerativa ed iniziative per rafforzare le associazioni locali e favorire lo scambio di conoscenze.

Durante l’incontro è anche emerso che la resilienza non nasce semplicemente dal piantare nuovi alberi, ma dal creare le condizioni perché un territorio possa rigenerarsi nel tempo. Anche gli aggiornamenti sulle coltivazioni restituiscono l’efficacia di questo percorso: la gestione delle colture stagionali, l’utilizzo della pacciamatura per proteggere il terreno e la presenza dell’erba medica, utile sia per arricchire il suolo sia per fornire foraggio agli animali del rifugio di PAN Marrakech, sono esempi concreti di un lavoro che procede con attenzione attraverso l’osservazione e l’adattamento alle caratteristiche del luogo.

L’incontro ha approfondito anche Tarek, un progetto dedicato al turismo associativo ed ecologico, che invita a guardare al viaggio in una prospettiva diversa secondo cui è possibile non soltanto visitare un luogo, ma contribuire a mantenerlo vivo.

Il Marocco è una destinazione conosciuta a livello internazionale per il suo patrimonio culturale e paesaggistico. Eppure, il successo turistico non raggiunge automaticamente tutti i territori, né si traduce sempre in opportunità diffuse per le comunità che li abitano. Tarek parte proprio da questa consapevolezza e punta a valorizzare aree meno conosciute, come i territori rurali dell’Atlas Kabir e le zone intorno a Lamzoudia, attraverso la rivalutazione del patrimonio naturale e culturale e il rafforzamento delle associazioni e delle iniziative comunitarie. L’obiettivo è contribuire a creare opportunità locali, con particolare attenzione ai giovani e alle donne, sostenendo la formazione specifica, lo sviluppo di prodotti e servizi territoriali e la collaborazione tra comunità e operatori turistici. Un approccio, questo, che mette al centro un’idea di turismo capace di rispettare le risorse naturali e distribuire i benefici economici sul territorio.

Conoscere i territori, costruire legami

Attraverso Al-Nakhla e Tarek, emerge una visione della cooperazione che non si limita a rispondere ai bisogni immediati, ma lavora per rafforzare le capacità delle comunità locali, sostenere le loro iniziative e costruire relazioni durature.

La crisi climatica, la disponibilità di acqua, le opportunità di lavoro e la tenuta delle reti sociali sono dimensioni strettamente connesse. Affrontarle richiede interventi che tengano insieme ambiente, economia e partecipazione, valorizzando le risorse e le competenze già presenti nei territori. 

In questo percorso, anche le comunità marocchine in Italia possono svolgere un ruolo importante, contribuendo a creare legami tra i due Paesi e a sostenere forme di cooperazione dal basso. La partecipazione a Immagimondo 2026 è stata quindi un’occasione per condividere esperienze, raccontare i progetti in corso e aprire uno spazio di confronto su un Marocco meno conosciuto, fatto di persone, saperi e iniziative che lavorano per un futuro più sostenibile perché, come ha ribadito Paola Bordi, “un territorio non è soltanto un luogo da attraversare: è una comunità da conoscere, un patrimonio da rispettare e un futuro da costruire insieme”.